STORIA DI TECLA …... DA PRINCIPESSA A SANTA
Tecla era figlia di regnanti e viveva in Livigogna o Livigonia (la lontana Turchia). Il padre voleva che sposasse il figlio di un altro regnante, suo vicino, per stringere un’alleanza; ma Tecla rifiutò. Il padre allora la fece gettare nella fossa dei leoni e a questo punto avvenne il primo miracolo: i leoni, invece di sbranarla, si inginocchiarono intorno a lei. L’indomani, le guardie la trovarono ancora viva e il padre, sempre più infuriato la fece gettare nella fossa dei serpenti. Ecco allora il secondo miracolo: neanch’essi le fecero nulla. Il re, allora, ordinò che fosse chiusa in una cella a pane e acqua, finchè non avesse cambiato idea. Durante la prigionia, a Tecla apparve S. Paolo che le disse:<<Accetta di sposarti! Il giorno del matrimonio qualcosa accadrà!>> Il giorno del matrimonio, infatti, avvenne un altro miracolo: Tecla protesse il padre che stava per essere colpito da un fulmine (ecco perché S: Tecla è protettrice dei tuoni e dei fulmini). Tecla fuggì e giunse nel nostro territorio; si rifugiò in una cascina abbandonata e qui iniziò la sua vita di preghiera, di aiuto verso il prossimo, sposa di Gesù. A quei tempi la chiesa era a tre navate,; ora è rimasta una sola navata, quella centrale, perché nel momento in cui Tecla morì, richiamati dal suono delle campane che si misero a suonare da sole e da una grande luce, accorsero non solo gli abitanti, ma anche i soldati che spararono all’impazzata distruggendo le navate. Continuando a sparare, i soldati si raggrupparono sotto la grande quercia ….. a quel punto, però, si levò un vento fortissimo che sradicò l’albero e lo abbatté sui soldati seppellendoli. La navata centrale, in cui erano il corpo della santa e tutta la popolazione, che vi si era rifugiata, miracolosamente era rimasta in piedi. Da allora, S. Tecla è diventata la patrona del nostro paese e dei suoi abitanti.