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GEOGRAFIA "STUDIO DELL'AMBIENTE" |
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A ridosso dei monti CORVINI, piccola propaggine del gruppo montuoso dei PICENTINI, si erge MONTECORVINO PUGLIANO, paese in parte collinare ed in parte pianeggiante. I
suoi centri abitati sono così dislocati: È
evidente che il paese deve molto alle cave di ghiaia ed argilla che in
esso si trovano perché offrono lavoro a molte unità anche
se la stessa natura argillosa del suolo comporta degli aspetti negativi
per il paese stesso, in quanto si sono verificati, nel tempo, fenomeni
di dissesto con evidente erosione e smottamento di cui si ha notizia già
prima del 1500, quando si autorizzò a trasferire la chiesa di PUGLIANO,
perché minacciata da frana . Furono fatte opere di consolidamento
e la chiesa, rimasta dovè ancora oggi, è stata ristrutturata
perché pericolante. Ne sono testimonianza le frazioni, ormai morte,
di SORBO, le cui case si trovano su una zona che "scivola",
situazione aggravata dal sisma del 23 novembre 80; SORBO è un nome
antico e deriva dal latino "SUBURBIUM" (paese di sotto, periferia)
e non da una pianta di sorbo come potrebbe sembrare; CONDILIZZI che si
nota nei pressi di una montagna di natura sedimentaria: si presenta con
strati di agglomerato alluvionale ancora friabile, la cui cementazione
non è avvenuta a causa della sua giovane età! SANTESI che
è la frazione più alta di PUGLIANO e si trova su un suolo
consolidato ma si getta ad interramento per trasporto alluvionale dalla
montagna sovrastante. Il nome deriva dalla famiglia che vi abitava, i
SANTISI, ormai da tempo estinta a PUGLIANO. I discendenti di questa famiglia,
vivono a BATTIPAGLIA. |
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L'OLIVO
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Lolivo fiorisce in primavera e, per limpollinazione, non dipende dagli insetti ma dal vento (impollinazione anemofila). Le foglie hanno margini lisci e sono di consistenza coriacea. Superiormente di colore verde grigio lucido, sono inferiormente argentee per la presenza di numerosi peli che le proteggono da uneccessiva traspirazione. Il tronco è massiccio e quasi sempre contorto, con una corteccia liscia negli esemplari giovani e screpolata in quelli vecchi. Il legno è giallo-bruno, durissimo. I fiori, piccoli e bianchi, sono disposti a grappolo. I frutti, cioè le olive, sono del tipo drupa e possiedono un nocciolo durissimo. La polpa è verde quando il frutto è acerbo, e diventa rosso violacea o nera a maturità: le olive verdi e le olive nere che mangiamo, quindi, non corrispondono a due varietà diverse di pianta, ma a due diversi stadi di maturazione del frutto. |
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LA
VITE
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La collocazione geografica (fra il litorale a sud di Salerno e le colline del comprensorio dei monti Picentini) ha consentito alle uve di trovare un habitat ideale, potendo beneficiare di un clima mite tutto l'anno, al sicuro da gelate invernali e sbalzi di temperature in estate. I vigneti sono stati sapientemente impiantati e tutti vantano esposizioni per le quali le uve raccolgono l'energia e la forza del Sole per gran parte della giornata. I terreni sono tendenzialmente argillosi, ricchi di scheletro ed arenari, circondati da alberi di pesche, mandorli e ciliegi. Per tutte queste componenti si può affermare che la zona sia ad altissima vocazione vitivinicola e ciò è attestato da numerose testimonianze che la storia ci ha consegnato. Prima i Greci, poi i Romani ed infine i Normanni, hanno assaporato i vini provenienti da queste colline che ancora oggi continuano a dare i loro preziosi frutti. La vite della zona è una pianta legnosa; caratteristica è la sua corteccia, che si sfalda a scaglie allungate. Il fusto è detto sarmento; i rami sono invece detti tralci. I tralci sono molto lunghi, e hanno necessità di sostegni, ai quali si aggrappano con argani, i viteci o i cirri, che crescono in posizione opposta alle foglie. Queste hanno una forma tipica, facilmente riconoscibile. Sui tralci, dopo le foglie, compaiono i fiori, riuniti a pannocchia. Essi sono piccoli con petali disposti a cappuccio. Limpollinazione avviene in parte ad opera del vento, in alcune cultivar possono mancare. In questi casi si parla di uve apirene, che vengono usate moltissimo in pasticceria.
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LA QUERCIA
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La quercia è lalbero più diffuso in Europa. Le sue foglie sono a "lobi". Esse cadono in autunno per riformarsi in primavera; possono variare a secondo della specie. In primavera la fornia fa i fiori. Sono poco appariscenti, e riunite a formare infiorescenze simili a piccoli festoni penduli. I fiori della quercia sono monoici, il che significa che gli elementi maschili e quelli femminili sono portati da fiori differenti che però si formano sulla medesima pianta. Il tipico frutto della quercia è la ghianda, un frutto secco (achenio). Esso resta attaccato alla pianta sino a maturazione per mezzo di una particolare struttura a forma di scodella, detta cupola.
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