| MAURIZIO
VASSALLO - ORLANDO MONTELLA
MONTECORVINO
PUGLIANO
TRA STORIA E TRADIZIONI

Pozzo convento Santa Maria della Misericordia
BIBLIOGRAFIA
F. SERFILIPPO. Ricerche sulle origini di Montecorvino nel principato
Citerione, Tip.Vico, Napoli 1856.
P.E. Bilotti, Indagini intorno alla datazione di Montecorvino, Tip,Iovine,
Salerno 1913
NUNZIO DI RIENZO, Ricerche storiche su Montecorvino Rovella,Tip. Guidotti,
Montecorvino Rovella 1980.
SCARPIELLO - VASSALLO - D'ARMINIO - VASSO, Toponomastica storica montecorvinese(volume
primo),2001
AMELIO CARBONE, Un paese dei Monti Picentini tre il '600 e il '700 Montecorvino
Rovella, Palladio.
Studi e documenti su Montecorvino Rovella nel '700 a cura di Giovanni
Antonio Colangelo, Salerno 1991.
DI RIENZO - SCARPIELLO, Ricerche storiche sul bosco S. Benedetto e sui
casali di S.Tecla e Castelpagano di Montecorvino Pugliano, 1998.
Alla scoperta di
Montecorvino Pugliano a cura di VITTORIA
BENASSI e Generoso Conforti, lavoro pubblicato nell'inserto periodico
di Cultura e Turismo "ITINERARI" del settimanale AGIRE del
21 dicembre 1991.
PREFAZIONE
Più di duemila anni fa i latini definivano la storia magistra
vitae, perché già allora la conoscenza del passato era
fondamentale per capire il presente e programmare il futuro. Appare
quindi evidente perché rileggere e scrivere la storia è da
sempre un ' operazione difficile e delicata .
Per questo motivo il presente lavoro , realizzato grazie all'impegno
del prof . Orlando Montella e dal prof . Maurizio Vassallo, non ha
la
presunzione di voler essere un' opera storica . Gli autori non hanno
avuto il tempo necessario di fare un ' accurata ricerca e valutazione
delle fonti ,ma il loro studio si è basato sui documenti più
facilmente reperibili e sull ' analisi di altre recenti pubblicazioni
di storia locale . Nonostante ciò il risultato raggiunto può ritenersi
soddisfacente e di un certo valore.
L' idea di scrivere un sintetico quadro della storia della nostra cittadina è nata dal desiderio di voler lasciare un segno tangibile e facilmente
fruibile in un momento molto importante , durante il quale l'inaugurazione
del Convento di Santa Maria della Misericordia, sede della casa comunale,
ristrutturato dopo molti anni, e dalla nuova Caserma dei Carabinieri
appaiono come il culmine di un felice periodo di amministrazione e l'
inizio di un nuovo ciclo , che avrà maggiormente come fine lo
sviluppo del paese e il miglioramento delle condizioni di vita .
Prof. Carmine De Martino Pres. Cons. Comunale di Montecorvino Pugliano
Rag. Giuseppe Palo Sindaco di Montecorvino Pugliano
CENNI
STORICI SULL ' ORIGINE E LO SVILUPPO DI MONTECORVINO PUGLIANO
Montecorvino Pugliano è una ridente cittadina situata alle falde
dei Monti Picentini, cuore verdeggiante della parte settentrionale della
provincia salernitana. Distante da Salerno circa 18 Km, ha un' estensione
territoriale di ha 2872, una popolazione di circa 7000 ab. E un' altitudine
che varia dai 42 ai 598 m.s.l.m.. La notevole estensione territoriale
non ha permesso uno sviluppo omogeneo della popolazione, che oggi appare
divisa in diversi nuclei abitativi che distano tra loro anche alcuni
chilometri. Bivio Pratole, Pagliarone, San Vito, Santa Tecla, Castel
Pagano, Gallara, Pugliano e Torello sono le frazioni in cui è
diviso il comune. Prima di addentrarci nelle vicende storiche, è
importante soffermarci a chiarire l' origine del nome Montecorvino,
dato che la sua storia è legata allo " Stato di Montecorvino
" fino al 1820. In questa data nasce ufficialmente il Comune di
Montecorvino Pugliano, costituito, come vedremo in seguito, con la separazione
dei 10(dieci)casali occidentali da quelli orientali, che andarono a
formare Montecorvino Rovella. L'origine del nome non è molto
chiara , quindi saranno riportate le ipotesi più autorevoli ed
attendibili. La prima è legata al fatto che in epoca romana,
prima di una costruzione di una nuova città, era consuetudine
osservare il volo degli uccelli per conoscere la bontà del luogo
in cui si andava ad edificare. In queste zone il volo del corvo era
un manifesto augurio e un favorevole auspicio, difatti sugli stemmi
dei due Comuni di Montecorvino Pugliano e Rovella è rappresentato
ancora un corvosu cime di monti.
Un'altra
supposizione è quella che su una di queste alture , a detta del
Serfilippo (ricerche sulle origini di Montecorvino nel Principato Citeriore,
Tip.Vico, Napoli 1856), possedesse una piccola proprietà il console
romano Marco Valerio Corvino, dal cui nome deriverebbe Montecorvino.
Un ' altra ipotesi più o meno attendibile, è la derivazione
del nome dai termini picentini Kora, che significa città, e Ina,
nostra, per indicare il luogo in cui abitavano i nobili patrizi della
distrutta città di Picentia. L'ultima tesi, sostenuta dai Bilotti
( indagini intorno alla datazione di Montecorvino - Salerno 1913 - tip.
Jovine ), è quella in cui il nome deriverebbe dalla conformazione
geologica del territorio, in origine vulcanico, a dimostrazione di ciò
i geologi parlano di acque solfuree presenti tutt'oggi nel Bosco di
S.Tecla e Castel Pagano e di mofete nella frazione Torello. Il luogo
fu per questo motivo denominato mons e Chorak, che significa ardore,
fuoco. La stessa difficoltà si è incontrata nel ricercare
l'origine del nome Pugliano, che forse indicava una piccola strada,
anticamente chiamata via Piana, lungo la quale si è sviluppato
il centro abitato.
Lo stemma civica del comune è formato da una scudo sormontato
da una corona reale. All'interno dello scudo è raffigurato un
corvo nero con testa e corpo rivolti a sinistra, poggia i piedi su di
un monte composto da tre cime. In passato lo stemma era formato dallo
stesso scudo sormontato da una corona, ma all'interno era raffigurato
un corvo rivolto a destra sormontato da tre stelle che poggiava i piedi
su un monte senza cime. Si è portati a credere comunque che nello
stemma originale il corvo era rivolto a sinistra, perché l'immagine
più antica di cui si è in possesso, posta sul basamento
destro del portale di accesso della chiesa di S. Maria della Pace in
Montecorvino Rovella, il corvo è rivolto appunto a sinistra.
Queste piccole differenze possono essere state causate o da errori
tipografici o volutamente dagli abitanti, che vollero differenziarlo
dallo stemma
del comune di Montecorvino Rovella dopo la separazione del 1820. Il
paese come la maggior parte delle cittadine ubicate in questa zona, è nato dalla scomparsa della città di Picentia, che venne
distrutta una prima volta nel 201 a. C. dopo la seconda guerra Punica.
La città fu ricostruita dai suoi abitanti, ma venne definitivamente
rasa al suolo nell' 88 a.C. ed ai Picentini fu vietato di ricostruirla,
infatti furono costretti a vivere "vicatim e per pagos". nacquero
così diversi nuclei abitativi sulle alture circostanti.
L'agro Picentino divenne disabitato, come del resto tutte le zone pianeggianti
della Campania, e la zona divenne inadatta alla vita a causa della
formazione
di acquitrini e della presenza della malaria. Fu in questo periodo,
che sulle colline si formarono i primi nuclei, che ebbero dato vita
allo " S t a t o di M o n t e c o r v i n o ".
L'abbandono delle zone pianeggianti fu causato anche dalle invasioni
barbariche, infatti già all'inizio del V° sec. , Salerno
e le zone circostanti erano state saccheggiate dai Visigoti e, pochi
anni più tardi dai Vandali e dai Goti. Per difendersi da queste
invasioni, i Picentini costruirono le abitazioni sulle alture in luoghi
nascosti e riparati. Il VI° sec. Fu caratterizzato dalla presenza
nelle nostre zone, prima dei Bizantini, chi vi si stabilirono dopo aver
sostenuto asprissime lotte con i Goti, e successivamente dei Longobardi,
che, dopo aver invaso gradualmente l'Italia e aver fondato il ducato
di Benevento, assediarono Salerno e la conquistarono, instaurando una
dominazione che durò 4 secoli, fino al 1077 con a conquista normanna
della città. Testimonianza della presenza di questo popolo nelle
nostre zone è la piccola chiesetta, destinata al culto di S.
Ambrogio, situata nella valle tra Montecorvino Rovella e Giffoni Valle
Piana.
Dopo le invasioni, con relativi saccheggi e distruzioni dei barbari,
fu la volta dei saraceni che diffusero il terrore sulle nostre coste
attraverso scorrerie e devastazioni. Essi saccheggiarono le terre cilentane,
risalendo attraverso la valle del Sele, fino al Tusciano. Questo contribuì
all'esodo definitivo dalle zone della pianura ed al consolidamento dei
nuclei originari sulle alture, che presero il nome di casali. La città
di Salerno invece, fu salvata dall' invasione dai Normanni, che finirono
per stabilirsi nelle nostre contrade, facendo così scomparire
le ultime rappresentanze bizantine, longobarde e saracene.
A questo periodo e precisamente al 919 d .C., risale l' atto in cui
compare per la prima volta Pugliano: il Principe Walpertus donò
alla chiesa di S. Massimo in Salerno, tutti i suoi beni che aveva nella
località " Angellu Pugliano et in tusciano et in Ipso Laneo
" (Codex Diplomaticus Cavensis I , 175; ib I, 179). Nello stesso
documento troviamo la notizia della prima chiesa costruita a Pugliano,
in località Santesi, dedicata a San Matteo. Mentre la prima notizia
su Santa Tecla risale ad un documento del 1022, in cui si legge di un
certo Riso "de locu sancti Tecla " fitta metà della
sua terra con casa, site a Salerno, ad un certo Leo (Ib V.61). Dopo
l' anno mille i casali continuarono a crescere dal punto di vista demografico,
tanto che in una Cedola dei fuochi del 1271 la popolazione dello Stato
di Montecorvino risulta di circa 1500 abitanti.
Il
sistema feudale, caratteristico dell'età medioevale, introdotto
da Carlo Magno due secoli prima, aveva interessato anche la struttura
economico-sociale del nostro territorio. Testimonianza dello sviluppo
di questa nuova situazione è la costruzione di numerosi castelli
sulle montagne, ai piedi del quale cominciarono ad affollarsi le popolazioni,
pur continuando le attività agricole. Allo stesso modo i casali
si svilupparono intorno alle chiese ed alle case padronali, furono trasformati
in veri e propri feudi e furono affidati a dei feudatari, che rappresentavano
le nobili famiglie dell' epoca. Nel 1167 il feudo di Montecorvino fu
donato alla Mensa Arcivescovile di Salerno da Guglielmo II , re di Sicilia.
Tale donazione fu confermata da Papa Lucio III con la Bolla " liceat
mobis ". Nel 1268 il legato apostolico Girardo, vescovo di Sabina,
confermò il sistema feudale, caratteristico dell'età medioevale,
introdotto da Carlo Magno due secoli prima, aveva interessato anche
la struttura economico-sociale del nostro territorio. Testimonianza
dello sviluppo di questa nuova situazione è la costruzione di
numerosi castelli sulle montagne, ai piedi del quale cominciarono ad
affollarsi le popolazioni, pur continuando le attività agricole.
Allo stesso modo i casali si svilupparono intorno alle chiese ed alle
case padronali, furono trasformati in veri e propi feudi e furono affidati
a dei feudatari, che rappresentavano le nobili famiglie dell' epoca.
Nel 1167 il feudo di Montecorvino fu donato alla Mensa Arcivescovile
di Salerno da Guglielmo II , re di Sicilia. Tale donazione fu confermata
da Papa Lucio III con la Bolla " liceat mobis ".
Nel 1268 il legato apostolico Girardo, vescovo di Sabina, confermò
consiglieri, tre di Rovella e due di Pugliano. Mentre, nei paesi del
casale Torello, in loc Santa Croce, si tenevano le riunioni dei responsabili
dell'Università e i publici convegni. Nel 1572 lo Stato di Montecorvino,
insieme a Salerno ed Olevano, fu venduto da Filippo II a Nicola Grimaldi
per 18,000 ducati.
Successivamente dopo aver versato alla Corte la somma pagata dai Grimaldi,
Montecorvino fu riscattato e fu reintegrato nel regio demanio, del
quale
restò a far parte fino al 1638. In questa data fu venduto a
Giulio Pignatelli, principe di Noja per 48,392 ducati.
Dal 1638 al 1789 lo stato passò di proprietario in proprietario,
fino a che Ferdinando IV non lo reinserì nel regio demanio con
un decreto delle Regia Camera e furono pagati a Mariano Genovese, Barone
di Montecorvino, la somma di circa 85,000 ducati complessivi.
Una legge del 1817, emanata da Ferdinando I per meglio regolare le
amministrazioni, consentiva ai comuni di separarsi e prendere il nome
del centro abitato
in cui aveva sede il municipio. Il 25 gennaio 1820 con decreto reale
n°1876, Montecorvino venne diviso in due dipartimenti:
1) Dipartimento di Rovella, che comprendeva i casali di Castiuli, Occiano,
Martorano, Gaura, Marangi, Chiarelli, Votraci, Molenadi, Cornea, Ferrari,
Nuvola, San Martino con oltre 7000 abitanti;
2) Dipartimento di Pugliano, che comprendeva i casali di S.Tecla, Torello,
Santesi, Condolizzi, via Piana, Monte, Sorbo, Pendazzi, Castel Pagano,
e Faiano, avente S.Tecla per centrale e capoluogo.
Successivamente, il Consiglio Comunale di Montecorvino Pugliano divise,
in occasione della ripartizione dei consiglieri comunali, il comune
in frazioni: Pugliano ( che assorbì anche gli antichi casali
di Santesi, Sorbo, Condolizzi, Monte e Pendazzi), S.Tecla, Torello,
Faiano e Pontecagnano, con capoluogo Pugliano. Il Comune continuava
la sua crescita demografica, tanto che nel Censimento del 1901 contava
7865 abitanti. Questo sviluppo fu dovuto anche alla bonifica dell' agro
picentino iniziata dai Borboni. Il ripristino di condizioni ottimali
per la vita e la bontà dei terreni causò il trasferimento
di molte famiglie nelle zone del piano, così come i Picentini
erano saliti sui monti, e nel 1860 diedero vita ad un primo movimento
per la costruzione di Pontecagnano - Faiano in comune autonomo. I motivi
della separazione erano il notevole sviluppo economico e demografico
delle zone del piano e la loro lontananza dalla Casa Comunale, sita
presso il convento di S. Maria della Misericordia, dove si trova tutt'oggi.
Il movimento per la separazione dei due comuni concluse la sua
battaglia il 18 giugno 1911, quando con decreto regio e " per l'
impegno e il fervore di generosi che le urne confortarono di voto plebiscitario
" ( come si legge sul marmo della casa comunale di Pontecagnano
) nacque il comune di Pontecagnano - Faiano. Il comune di Montecorvino
Pugliano rimase formato dalle sole frazioni di S. Tecla, Pugliano, Gallara,
Torello, Pagliarone e S. Vito, con una popolazione di circa 3000 abitanti.
Le vicende storiche del secolo appena trascorso sono state caratterizzate
dalle due guerre mondiali, che se hanno sconvolto le coscienze degli
uomini, non sono riuscite a trasformare completamente quest' oasi di
pace. Infatti i piccoli nuclei originari sono ancora ben visibili, anche
se il sisma del 1980 e le successive riparazioni hanno trasformato in
parte l'aspetto originario, caratterizzato dalle tipiche abitazioni
a pendio e dalle case a corte. Negli ultimi anni il paese sta cercando
di ritornare agli antichi splendori e all'antica vitalità. La
volontà dei cittadini e l'impegno delle Amministrazioni che
si sono succedute al governo dell' Ente, non ultima quella del sindaco
Palo, hanno permesso la realizzazione di progetti e manifestazioni
di
ogni genere, una discreta crescita economica e un miglioramento del
tenore di vita. |