| IL BOSCO DI SAN BENEDETTO |
Il
vastissimo bosco, che una famiglia benestante lasciò in dono alle
frazioni di S. Tecla e Castel Pagano, offrì legna da ardere per
i molteplici bisogni domestici.
Con i fondi ricavati dal bosco, il "Cerzone" venne dotato di una vasca ornamentale prefabbricata sormontata da un piccola statua di Nettuno, il dio del mare armato di tridente e fu posta anche una vaschetta dacqua con uno zampillo ristoratore. La sofferta e taciuta pena è costituita dal rustico complesso del grande edificio, recentemente acquisito dal comune, che doveva essere sanatorio "Antitubercolare". Lopera deliberata dallAmministrazione provinciale di Salerno, rimase incompiuta dal 1950, caratterizzando, in ben altro modo, un altro tipo di "quarantennio" durante il quale tutto ledificio è stato ricettacolo di immoralità e di delinquenza ed è anche teatro di vandaliche gesta. Lo stato di logoramento è tale che, per il suo rassetto, accorreranno progetti impegnativi. Non
lontano dal bosco in contrada "Acqua Fetente" così chiamata
per lacre odore di zolfo, vi è una sorgente a più
bocche con una forte concentrazione di ferro, zolfo e litio, un sale minerale
utile per le cure delle diatesi uriche. Uno dei luoghi maggiormente frequentati nellambito del bosco è stato confortato di panchine resistenti, rustici tavolini e giochi per bambini che agevolano visitatori godendosi lombra, laria e tanta serenità.
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